Recensione “Sale” – Benji & Fede
Reduci dal successo estivo di “Dove e quando”, per Benji & Fede è tempo di far ritorno dalle vacanze pubblicando un nuovo inedito che anticipa, di fatto, l’uscita del loro quarto album in studio “Good vibes“, disponibile dal prossimo 18 ottobre per Warner Music Italy. Si intitola “Sale” il brano designano ad accompagnarci in questo autunno musicale, impreziosito dalla partecipazione della giovanissima e talentuosa Shari, decisamente una delle nuove promesse del pop italiano. Possono invece considerarsi dei nomi già affermati Federico Rossi e Benjamin Mascolo che, a suon di riconoscimenti e certificazioni, sono ormai diventati una solida realtà del panorama discografico italiano.
La canzone consolida lo stile del duo modenese, musicalmente una conferma, per le novità e le sperimentazioni ci sarà sicuramente spazio nell’album, discorso analogo che vale anche per le tematiche. Tra le righe del testo si parla d’amore, più precisamente di una storia all’epilogo, quando ti fermi e ti fai mille domande, ti accorgi che dall’altro capo della relazione c’è una persona che, forse, non ti conosce davvero. Senti che è arrivato il momento di tirare fuori un po’ di sana consapevolezza, che non serve lasciarsi prendere dalla negatività di una situazione, che l’unica soluzione è chiudere il rapporto prima che l’ansia prenda il sopravvento e che tutto si complichi ulteriormente.
In tal senso, “Sale“ è un inno all’indipendenza, un’iniezione di fiducia, la risposta a quelle storie che non hanno né capo né coda, la rivincita di chi ha il coraggio di dire ad alta voce un vigoroso e liberatorio: “non voglio vederti più”. Per il resto, Beni & Fede insieme a Shari ci mettono la voce, il cuore e tante buone intenzioni, perché si arriva sicuramente a trasmettere dei valori ad un pubblico giovanissimo attraverso esempi vicini alla loro generazione. Sotto questo punto di vista i due artisti modenesi hanno sempre lanciato spunti di riflessione attraverso le loro canzoni, anche in quelle apparentemente più leggere, non sono caduti in tranelli e non hanno mai lanciato esempi sbagliati o diseducativi, questa è una peculiarità che a loro deve essere universalmente riconosciuta.
