Villa Belcanto, giovani voci al Teatro Regio
Villa Belcanto, giovani voci al Teatro Regio
Sabato 30 maggio 2026, alle ore 19.00, il Teatro Regio di Parma ha accolto Villa Belcanto, nuova produzione di Mascarade Opera e New Generation Foundation, realtà impegnate nella formazione e nella valorizzazione di giovani cantanti lirici e répétiteurs provenienti da tutto il mondo.
Lo spettacolo, in due atti, ha proposto un percorso musicale originale attraverso pagine di Dvořák, Donizetti, Tchaikovsky e Händel, costruendo un racconto scenico capace di unire repertori diversi in una narrazione corale. Non una semplice successione di brani, ma un progetto teatrale pensato per mettere in luce la vocalità, la presenza scenica e la maturità interpretativa degli artisti del Mascarade Opera Programme.
La regia e la drammaturgia di Federico Grazzini hanno dato unità a un programma musicale molto vario, trasformando frammenti d’opera in quadri teatrali legati da temi universali come il desiderio, la cura, la vulnerabilità, la rivalità e la rinascita. Le scene e i costumi di Anna Bonomelli hanno contribuito a creare un ambiente elegante e sospeso, una clinica di lusso tra gli anni Venti e Quaranta, dove ogni personaggio trovava il proprio spazio espressivo.
Sul piano musicale, la presenza della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, diretta dal Maestro Wyn Davies, ha offerto solidità, colore e respiro alla produzione. L’orchestra ha accompagnato con attenzione le giovani voci, sostenendo i momenti lirici più intimi e dando energia alle pagine più brillanti del programma.
Tra i protagonisti della serata, la soprano Mariam Suleiman ha confermato una vocalità luminosa e duttile, affrontando ruoli differenti con eleganza e freschezza interpretativa. La sua presenza scenica ha dato rilievo sia ai momenti più vivaci sia a quelli di maggiore delicatezza musicale, mostrando una naturale capacità di dialogo con il repertorio.
Anna-Helena Maclachlan, mezzosoprano, ha portato in scena un colore vocale intenso e una bella consapevolezza espressiva, particolarmente adatta alle atmosfere più introspettive del programma. Taylor Wallbank ha offerto al personaggio di Lensky una linea lirica sensibile, valorizzando la malinconia e la tensione emotiva della scrittura di Tchaikovsky.

Vuyisa Xipu ha saputo restituire slancio e brillantezza ai propri interventi, con una vocalità generosa e comunicativa. Benjamin Gautier ha mostrato sicurezza scenica e qualità di fraseggio, passando con naturalezza tra registri drammatici e più brillanti. Charles Buttigieg ha dato solidità e misura ai propri ruoli, confermando attenzione al dettaglio teatrale e musicale.
Un applauso particolare va a Ferdinand Muradyan, basso, capace di imprimere autorevolezza e precisione ai suoi interventi. La sua presenza ha dato peso teatrale e musicale ai momenti conclusivi, contribuendo con grande efficacia all’equilibrio complessivo dello spettacolo.
Il programma ha attraversato pagine molto diverse: dalla Danza slava op. 46 n. 1 di Dvořák a La fille du régiment e La Favorita di Donizetti, dall’Eugene Onegin di Tchaikovsky ad Ariodante di Händel, fino a Don Pasquale. Una scelta ampia, che ha permesso agli interpreti di confrontarsi con stili, lingue e atmosfere differenti, mostrando versatilità e sensibilità musicale.
Importante anche il contributo dei répétiteurs Jamie Andrews e Aya Robertson, figure fondamentali nel lavoro quotidiano di preparazione musicale e nel percorso di crescita degli artisti. La loro presenza conferma l’attenzione di Mascarade Opera non solo alla performance finale, ma anche al processo formativo che precede il palcoscenico.
Villa Belcanto si è così presentata come una produzione capace di unire formazione, professionalità e qualità artistica. Il Teatro Regio di Parma, luogo simbolo della tradizione lirica italiana, ha offerto una cornice prestigiosa a una nuova generazione di interpreti che guarda al futuro dell’opera con serietà, talento e passione.

La serata ha confermato il valore del progetto di Mascarade Opera e New Generation Foundation: sostenere giovani artisti non solo attraverso lo studio, ma attraverso vere esperienze professionali, a contatto con orchestre, registi, teatri e pubblico. Un percorso concreto, necessario, che permette al talento di maturare dentro la scena e non soltanto nelle aule di formazione.
Con Villa Belcanto, Parma ha ascoltato voci giovani ma già consapevoli, interpreti in crescita che hanno saputo affrontare il grande repertorio con rispetto, energia e personalità. Una produzione elegante, ben costruita e musicalmente ricca, che conferma quanto il futuro dell’opera passi anche dalla capacità di dare spazio, fiducia e palcoscenico alle nuove generazioni.
