Egitto 2025: L’Anno di Umm Kulthum – La Stella d’Oriente che continua a brillare
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO-Il Ministero della Cultura egiziano ha proclamato il 2025 “Anno di Umm Kulthum”, in occasione del 50° anniversario della scomparsa della leggendaria cantante (3 febbraio 1975). Umm Kulthum, soprannominata “Kawkab al-Sharq” (Stella d’Oriente), non fu solo una cantante ma un vero simbolo dell’identità egiziana e araba, il cui impatto travalica i confini della musica per toccare politica, società e cultura.

Dalle umili origini alla gloria internazionale
Nata come Fatima Ibrahim al-Beltagi nel villaggio di Tamay ez-Zahayra, nel Delta del Nilo, Umm Kulthum proveniva da una famiglia umile. Suo padre, un imam locale, notò presto il suo straordinario talento canoro e la incoraggiò a esibirsi, inizialmente vestendola da bambino per evitare lo stigma sociale legato alle cantanti donne dell’epoca.
Il trasferimento al Cairo, allora centro culturale del mondo arabo, segnò l’inizio della sua ascesa. Negli anni ’20 e ’30, con la sua voce potente, la tecnica impeccabile e la capacità di interpretare testi poetici complessi, divenne una stella indiscussa. Collaborò con grandi compositori e poeti come Mohammed Abdel Wahab e Ahmed Rami, che per lei scrissero capolavori immortali.
Un anno di celebrazioni senza precedenti
Il programma del 2025 prevede:
●Concerti internazionali, tra cui uno alla prestigiosa Philharmonie de Paris con l’Orchestra di Musica Araba diretta dal Maestro Alaa Abdel Salam e le voci di Rehab Omar ed Eman Abdel Ghany
●Eventi in Egitto all’Opera del Cairo e nel suo villaggio natale, Tamay ez-Zahayra, con il festival “Umm Kulthum per la Musica e il Canto”
●Mostre speciali al Museo Umm Kulthum (con ingresso gratuito per tutto febbraio) e alla Biblioteca Nazionale, dove saranno esposti documenti e fotografie rare
●Il concorso “Discovering Umm Kulthum 2025” per scoprire nuovi talenti ispirati al suo stile
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Museo dedicato a Umm Kulthum
L’eredità di un’icona senza tempo
La musica di Umm Kulthum spaziava dal tradizionale tarab (musica che induce estasi emotiva) a brani più moderni, sempre mantenendo un legame con la cultura araba classica. Tra i suoi successi più celebri:
●”Inta Omri” (Sei la mia vita)
●”Al-Atlal” (Le rovine)
●”Lessa Faker” (Ti ricordi ancora?)
Negli anni ’50 e ’60 divenne un simbolo del nazionalismo arabo, sostenendo il presidente Gamal Abdel Nasser. Si dice che Nasser programmasse i suoi discorsi dopo i concerti di Umm Kulthum per assicurarsi il massimo ascolto. Le sue esibizioni, spesso della durata di ore, erano eventi mistici che radunavano migliaia di persone.
La morte e l’immortalità artistica
Colpita da una malattia renale cronica, Umm Kulthum morì al Cairo il 3 febbraio 1975. Al suo funerale parteciparono circa 4 milioni di persone, uno dei più grandi raduni della storia egiziana. Oggi, a cinquant’anni dalla scomparsa, la sua eredità vive più che mai:
●Artisti internazionali da Bob Dylan a Maria Callas hanno espresso ammirazione per il suo genio
●Nel 2019 è “tornata in vita” come ologramma ai festival di Al-‘Ula e in Giordania
●La Fiera Internazionale del Libro del Cairo le dedica uno spazio speciale nel 2025

Celebrazioni sono previste anche a Roma per il prossimo 16 maggio, in un evento patrocinato dal Comune di Roma e dalla Lega Araba, con la collaborazione tra associazione Assadakah, associazione Eridanus e Accademia Leonina.
Come disse il poeta Ahmed Rami, suo collaboratore: “Cantava con il sangue, le ho insegnato a cantare con il cuore”. L'”Anno di Umm Kulthum” 2025 non è solo una commemorazione, ma la testimonianza di come la sua arte continui a unire tradizione e modernità, Egitto e mondo arabo, passato e presente.
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Fonti: Ministero della Cultura egiziano, ANSA, documentazione storica
Per il programma completo: cairoopera.org | Per ascoltare: Inta Omri
